“L’inclusione non è un’isola”: lo slogan del convegno Erickson 2021

da | Nov 15, 2021 | FORMAZIONE DOCENTI, Novità

La mie riflessioni dopo questa esperienza!

Oggi condivido con voi una pagina di diario o meglio di appunti che scrivo qui perchè credo che gli spunti, le riflessioni e le parole chiave di questa “Tre giorni” di formazione proposta da Edizioni Erickson siano importanti. Importanti da condividere e da diffondere perché gli interventi, le ricerche e gli studi in campo educativo e scientifico di cui si è parlato dovrebbero arrivare all’interno delle mura del Ministero dell’Istruzione, in tutti i Collegi Docenti e di conseguenza in tutte le classi. 

Che cosa intendiamo quando parliamo di inclusione?

Inclusione dei bambini con disabilità, inclusione dei bambini con Bisogni Educativi Speciali, inclusione dei bambini con Disturbi Specifici dell’apprendimento, inclusione dei bambini plus dotati, inclusione dei bambini e delle bambine senza alcuna difficoltà, ma che fanno parte di una comunità: la classe. 

Non è un’isola diventa quindi uno slogan per portare avanti un’idea di scuola differente (quella a cui cerchiamo di contribuire anche noi con questo sito web dal 2018). Una scuola ponte che crei collegamenti, connessioni e relazioni. Una scuola in cui includere non significa delegare la responsabilità di un bambino con grave disabiltà al solo docente di sostegno, ma ad una scuola in cui si pensi alla progettazione educativa e didattica come un’azione multimodale, che vada incontro alle diverse intelligenze multiple, stili cognitivi e di apprendimento dei nostri alunni. Una scuola in cui un percorso didattico ed educativo non sia da personalizzare in un secondo momento, ma predisposta di modo che sia già accessibile in partenza, magari con attività mirate e differenziate da svolgere in piccolo gruppo o con mezzi differenti ma che abbia come parole cardine l’equità e il gruppo classe. 

Una scuola in cui si possa dare attenzioni non soltanto ai bambini più fragili, ma organizzata in modo attento, coerente, consapevole e responsabile di modo che ci sia il tempo e lo spazio per ciascuno dei nostri alunni. Tutto ciò non è possibile a fronte di una didattica del tutto frontale, uguale per tutti sempre, che può essere utile in alcune situazioni ma che nel 2021 dovrebbe essere solo una delle tante metodologie utilizzate.

L’importanza della parola TEMPO.

Una scuola in cui ci sia TEMPO, in cui si decidano pochi obiettivi chiari e precisi da raggiungere per sviluppare competenze utili ai futuri cittadini di domani. Una scuola in cui si lavori per potenziare i processi cognitivi e non per riempire le teste dei nostri alunni di contenuti sterili o da imparare a memoria. 

Una valutazione che valuti l’alunno non solo sul semplice contenuto da conoscere, ma in cui vengano valutati processi cognitivi più complessi rispetto alla semplice conoscenza e di conseguenza il contenuto diventa solo un mezzo e non l’obiettivo finale. Una scuola in cui si valutino i percorsi e i processi affinché la valutazione diventi la base della progettazione per ricalibrare percorsi e azioni didattiche e non viceversa. Non cambia nulla l’utilizzo di numeri o livelli nella valutazione se non riusciamo a comprendere che la nuova valutazione (che ha fatto arrabbiare molti di noi per le tempistiche e l’anno particolare) non ha l’obiettivo di convertire numeri in livelli, ma di traghettare la scuola italiana verso un cambiamento interno e profondo circa le metodologie utilizzate. 

In che modo possiamo progettare una scuola inclusiva?

Lavorando per una scuola in cui includere significhi educare al rispetto delle differenze individuali, alla partecipazione, al mettersi in gioco, al senso di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della scuola e non solo. Una scuola in cui includere significa considerare il NOI come più importante dell’IO , in cui lo stare bene in classe e l’indice di felicità dei nostri alunni siano più importanti dell’elenco dei contenuti da trattare perchè lo dice l’indice del libro di testo. Una scuola include quando c’è il tempo per costruire insieme la conoscenza attraverso attività laboratoriali, di gioco, di gruppo. Una scuola include quando non ci si debba preoccupare se il programma non si finisce perchè il tempo dedicato al laboratorio, al mettere le mani in pasta è di QUALITà e merita valore. Lavorare senza l’ansia del programma (che non esiste più da anni) e senza il problema del tempo ci permetterebbe di avere uno spazio maggiore di libertà per agire realmente per il bene dei nostri alunni ed alunne nessuno escluso. 

Convegno Erickson 2021-

Il mio dopo… Convegno.

Al termine di questi tre giorni, noi partecipanti, sappiamo fare tutte queste cose? Io? No! No perchè so che posso solo che migliorare impegnandomi in ciò che faccio e che certi cambiamenti avvengono in modo lento e continuo e magari (cosa che mi auguro) con il tempo i piccoli cambiamenti porteranno a grandi cambiamenti che si estenderanno a macchia d’olio. 

Torno a casa con tante domande, con tanti materiali da studiare e idee da sperimentare e con un po’ di rammarico perchè vorrei che un’esperienza come questa fosse gratuita (sovvenzionata non solo nell’acquisto del biglietto con carta docente che spero mantengano) e obbligatoria per tutti i docenti e dirigenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di 2° grado e vorrei che il nostro Ministero agisse una volta per tutte investendo nella scuola in modo strutturale e serio, nella formazione docenti e soprattutto che desse valore a chi tutte le mattine, malgrado tutto, entra a scuola con il sorriso facendo del proprio meglio.

Come ha sottolineato un relatore del convegno, molto più in gamba di me, è necessario che gli insegnanti di sostegno non vengano lasciati SOLI di fronte alle difficoltà e di fronte a situazioni molto difficili da gestire. E’ importante che si creino e potenzino sportelli di supporto a queste figure e a tutto il team docente perchè la nostra formazione, anche se in alcuni casi è specializzata, non è una formazione clinica.

Non si può continuare a rimbalzare responsabilità da un luogo all’altro e pretendere di trovare sempre persone di buona volontà che facciano il doppio di quello per cui sono pagate per andare a riempire le falle di sistema. Visto che non faccio quasi mai discorsi perbenisti credo che sia anche giusto sottolineare che l’insegnamento non può essere un lavoro per tutti e che ci dovrebbero essere, a mio parere, sistemi di controllo e meritocratici non solo nella selezione, ma anche nel corso della carriera, affinché le persone in difficoltà possano essere aiutate e soprattutto gli insegnanti non si sentano abbandonati o svalutati come spesso accade. 

Ciò garantirebbe che la scuola non sia questione di fortuna.

Il cambiamento spaventa e mette in discussione, ma proprio il nostro lavoro ci insegna che non si smette mai di imparare e noi insegnanti dobbiamo essere i primi a farlo se lo chiediamo ai nostri alunni. Io come ho fatto finora, cercherò di fare la mia parte. Producendo la mia goccia nel mare… affinché la scuola sia sempre più volta all’inclusione, alla cooperazione e alla partecipazione. 

L’inclusione passa attraverso la fiducia. Gli insegnanti devono agire in modo competente per meritarsela e gli stakeholders devono concederla se davanti hanno persone che ce la stanno mettendo tutta. Questa è l’unica strada che abbiamo per fare in modo che la scuola italiana si diriga verso un cambiamento reale.

L’articolo è lunghissimo, me ne rendo conto, ma fidatevi ho scritto soltanto il 30% delle cose che mi sono portata a casa nel cuore e nella testa da questa esperienza. Spero di incrociarvi il prossimo anno a Rimini per il convegno Didattiche 2022. Io ci sarò.

P.s. Oggi poi ho scoperto che S.Agostino diceva “Nutre la mente solo ciò che ci rallegra” quindi Playandlearn ora è proprio legittimato ad esistere.

La mia visione di differenziazione e inclusione

Un paio di mesi fa, avevo condiviso in un articolo il mio intervento ad un convegno PSND proprio su questo tema se volete leggerlo potete cliccare qui. 

Nelle storie della nostra pagina instagram, potrete trovare anche alcune fotografie di questa 3 giorni intensiva a Rimini.

Vi aspettiamo sempre qui… Solito posto!! Se volete scoprire le novità di PLAYandLEARN in anteprima..

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Vi auguro una felice settimana!

Mari

MARI@playandlearnitalia

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